IL REGNO DELLE OMBRE


Q

uando chiedi in giro, le persone ti rispondono che non esistono più. I bambini delle fogne sono una leggenda, dicono. Ma Chris è qui di fronte a me. È reale. L’ho incontrato “in superficie”, nel parco di fronte a Gara de Nord, la stazione ferroviaria più grande di Bucarest. Chris è una delle migliaia di persone che vivono ancora nei tunnel sotterranei di Bucarest, sotto le strade della capitale. 



Ci troviamo nel suo“giardino di casa”, come lui lo chiama, circondato da nuvole basse e scure. È nervoso e continua a guardarsi intorno, come se avesse paura che qualcuno ci veda. Osserva i disegni sui miei polsi. Cerco di rompere il ghiaccio mostrando e spiegandogli il significato di alcuni dei miei tatuaggi. Gli chiedo quindi se quelli che ha lui rappresentino qualcosa. Non sono esattamente dei disegni. In realtà, le sue braccia sono piene di tagli e cicatrici. Mi spiega che se li è fatti da solo con pezzi di vetro.


“Ho cercato di dimenticare il dolore con un tipo di dolore diverso. Il modo più semplice per superare il trauma del mio oscuro passato. Ma quelle ferite, tuttavia, sono scomparse rapidamente col tempo, lasciando che quel dolore profondo tornasse a visitarmi di nuovo”.



A

d intervalli regolari, inspira profondamente dal sacchetto che tiene inmano, che si gonfia come un grosso pallone. È dipendente dall’ Aurolac, unpotente solvente che stordisce e uccide. Una colla metallica che viene inalatadopo averla riscaldata e messa in sacchetti di plastica. È la droga piùutilizzata a causa del suo prezzo. Sopprime i sintomi del freddo e della fame,dando un forte senso di sballo. Tuttavia, ha effetti devastanti sul cervelloche causano danni irreversibili. 




“Quando annuso questa roba ha tutto più senso per me. Gli oggetti si muovono più lentamente, i colori cambiano da grigi a più luminosi, i rumori diventano musica. Vado in un mondo in cui mi trovo più a mio agio e dove non ho più paura”. 


Chris ha avuto un’infanzia instabile e travagliata. Ha affrontato diverse operazioni chirurgiche per via della sua salute fisica e mentale. Della sua infanzia non ricorda molto, o forse non vuole parlare delle persone che lo hanno lasciato da solo per sempre nel mondo. 



Forse non ha nemmeno bisogno di dire nulla. I suoi occhi dicono già ciò che non può esprimere con le parole. Da allora, dopo quattro anni di vita dura, dentro e fuori da orfanotrofi affollati, finì per diventare un senzatetto per le strade di Bucarest. Lui, insieme ad un altro migliaio di ragazzi, è orfano di una famiglia che non poteva più permettersi di mantenerlo. L’eredità di una politica che mirava ad aumentare la forza lavoro del paese ed invertire i bassi tassi di natalità e fertilità. Un impulso economico per sostenere questa improvvisa crescita demografica che però non si è mai materializzata. 



M

olti di loro, non sapendo dove altro andare, si rifugiarono nelle fogne dismesse della città, dove potevano rimanere al caldo usando il calore proveniente dalle condutture. Una sorta di regno dell’ombra definito da regole e leggi valide solo lì. A prendersi cura di loro sono quasi esclusivamente volontari di alcune ONG che forniscono loro assistenza, cibo e materiale scolastico e programmi di inserimento scolastico. In prima linea Parada, che dal 1996 ha assistito quasi duemila bambini distrada, meno della metà rispetto ai cinquemila degli anni ’90. Chris vive qui. Qui sotto per essere precisi. In uno dei pochi canali fognari rimasti nelcentro della capitale. La maggior parte dei senzatetto è stata costretta a trasferirsi nei sobborghi, rendendo gli invisibili ancora meno visibili.

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