Nato e cresciuto in un piccolo villaggio all’ombra delle Alpi italiane, ora residente a Barcellona, Mauro sentiva dentro di sé, fin dalla giovane età, la voglia di raccontare. Scoprì, presto, che la macchina fotografica era lo strumento giusto per lui, l’espressione attraverso cui comunicare col mondo; uno strumento che, da allora, cominciò ad accompagnarlo verso un lungo viaggio di scoperta. Senza dubbio, la mancanza di scuole e corsi fotografici ha rallentato il processo di apprendimento tecnico, ma grazie a questo è riuscito ad acquisire un proprio modo di vedere, lasciandosi modellare dall’ambiente e dalle persone che ha incontrato lungo i suoi viaggi.

“Anche se difficile da esprimere, credo che la fotografia rappresenti il mio modo di comunicare; cerco di catturare il senso di ciò che respiro e tocco, non solo nell’aspetto, ma anche e soprattutto nell’essenza, mirando a racchiudere le sfumature ed i dettagli in un unico fotogramma. La fotografia è parte della mia personalità e il mio lavoro esprime pienamente la mia storia e la mia anima”.


Come fotografo, l’unico potente mezzo per esprimere e comunicare che possiede, dunque, è la sua macchina fotografica. Uno strumento che offre un’infinita gamma di percezioni ed interpretazioni, in grado di creare immagini che stimolano e provocano pensieri. Mauro ha trascorso oltre un anno lavorando su diversi progetti, mettendo in risalto i diritti umani e sociali in India e in Bangladesh. La curiosità per culture con canoni di vita diversi da quelli occidentali lo ha portato negli angoli più remoti del paese a catturare le storie, le emozioni, i traumi e le sofferenze di un’infinita varietà di individui. Ha esplorato il fragile equilibrio tra le persone e ritratto la cruda realtà di ambienti come cantieri navali, fabbriche di pelli e di mattoni, comunità transgender e i sopravvissuti da attacchi con l’acido.

“Nei miei lunghi viaggi ho avuto la fortuna di incontrare persone straordinarie e da ognuna di esse ho assorbito qualcosa: felicità, emozioni, passioni, sorrisi e, a volte, anche rabbia, tristezza e vergogna, giunte come pugni così pesanti sullo stomaco da togliermi il fiato. Sento un’enorme responsabilità nel trovare l’approccio corretto con le persone che ritraggo e nel delineare, attraverso le immagini, quello che altre persone non conoscono. La comunicazione è il primo passo per conoscere il soggetto del mio scatto, eppure spesso risulta superflua; sorrisi e sguardi sono sufficienti a costruire gradualmente una fiducia reciproca e ad abbattere la barriera mentale ed emotiva iniziale. Nonostante le situazioni e le condizioni in cui spesso mi trovo non siano facili, mi sforzo di catturare gioia e sorrisi. È estremamente importante, per me, mettere in luce queste particolari emozioni perché rappresentano la forza e la resistenza di cui l’essere umano è capace.  È una fonte d’ispirazione per tutti noi, in quanto sottolinea con forza quanto tutto sia possibile quando si affrontano le cose con il cuore e con coraggio. La determinazione che mostrano le immagini che catturo sono un esempio straordinario di come ogni sfida possa essere trasformata in opportunità”.


Riprodurre le sfumature dei sentimenti umani in immagini significa evocare un’emozione, fermare le persone e farle riflettere. Attirare l’attenzione pubblica verso situazioni di vita reale.


“La fotografia è un fantastico mezzo di narrazione. Basta chiederti quale storia vuoi raccontare, e lei può portarti fin lì”.

Warning: count(): Parameter must be an array or an object that implements Countable in /customers/0/5/6/maurodebettio.com/httpd.www/wp-includes/class-wp-comment-query.php on line 405